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Il Corpo in Psicanalisi

PAROLA E CORPO
Per darvi un'idea di ciò di cui in psicanalisi si tratta,a proposito del corpo,vi sembrerà strano ,ma lasciatemi introdurre questa conferenza sul Corpo a partire dalla Parola,dalla sua carnalità,poiché Aura e Mana le appartengono (v.Benjamin e Jung).Esattamente la stessa carnalità che circola nelle parole di una conferenza detta "a braccio" piuttosto che letta. Vi siete mai chiesti perché ad una conferenza letta si dorme? Evidentemente quelle parole sono prive di carne,di corpo.

Questo scritto vacillerà tra questi due campi, corpo e parola, inscindibili esattamente come in una analisi.

Una psicanalisi si fa con i piedi(lacan),non in economia di corpo.Si va per anni nello studio dell'analista,un corpo ad incontrarne un altro. Si impara a fare sacrifici per la psicanalisi,così pensava Freud. Comunemente si ritiene che sia una esperienza di parola dove il corpo è in secondo piano.Ciò che è incredibile è che la parola spesso fin dal primo incontro con lo psicanalista, produce effetti sul corpo (positivi/negativi). Quasi che sia di una natura omogenea a quella di cui è costituito il corpo organico. La parola si compone di almeno tre livelli: si produce a livello dell'organismo,dunque riguarda un aspetto del Reale organico;utilizza i codici linguistici,cioè il registro del Simbolico; ed ha a che fare,in particolare se tratta del corpo, con l'Immaginario. A questo livello dell'esperienza analitica siamo dunque in un processo dove,mentre si parla del corpo, immaginario, fantasmatico,(v:Dolto) si producono su quello organico, effetti di mobilizzazione dei sintomi, organici o psichici che siano.

Noi diciamo così che per l'essere che parla, corpo vuol dire "organismo più una immagine" (Lacan).
Il "corpo" risulta da una soggettivazione dell'organismo.
Il corpo così soggetto al pensiero,e nel tempo di una analisi, entra nel sociale: parlare, nominare, giudicare, conducono fuori dal puro narcisismo, dal mondo pulsionale, verso un più di saper-ne che è un movimento dal più falso al meno falso (Sciacchitano) e producono effetti sul corpo.
Una conseguenza di questa serie di passaggi è che per l'essere parlante si tratta di averlo, un corpo, più che esserlo. Le parole danno simbolo a ciò che da esse è significato: partendo dalla identificazione al proprio corpo,il soggetto si scopre non tutto lì, è fatto di un'altra pasta.
Del resto, noi comunemente abbiamo questa esperienza quando,in qualche sua parte il corpo deborda, non funziona alla perfezione: lì, noi comuni nevrotici, ne parliamo alla terza persona,come se si trattasse di un bambino indisciplinato:mi fa male un braccio, la pancia, la testa....Mi: a me, mentre abitualmente diciamo "io :mi sento..., sono...".
Si vive allora l'esperienza dell'essere in perdita:non tutto corrisponde a tutto nell'essere che parla.Non vi sono tutte le parole che diano conto del corpo,ecco ritornare l'idea che "l'inconscio è il corpo". Lacan dice che l'inconscio è il corpo "Il reale è il mistero del corpo parlante, è il mistero dell'inconscio" (sem XX pag 131). corpo+parola =mistero dell'inc.

In modo analogo nell'esperienza psicanalitica emergono due tipi di inconscio:da una parte quello che può essere portato al sapere del soggetto attraverso il racconto, la memoria, la storicizzazione dei sintomi, il romanzo familiare, lo slittamento da una parola all'altra ecc....
Ma poi si incontra l'inconscio inattingibile,non colabile nella parola, il nodo di Reale che dà la forma alla struttura soggettiva e segnala la condizione di esilio del soggetto parlante dal sapere totale.
Qui la psicanalisi si ferma, l'impossibile è di struttura, è ciò che "non cessa di non scriversi" (Lacan).
In questo nucleo inconoscibile risiede il Desiderio di cui è fatto il Soggetto, quello che dà forma al Fantasma nella formula stabilita da Lacan S/ annodato a (soggetto barrato annodato ad a piccolo che è l'oggetto causa di desiderio).

SINTOMI E PULSIONI
In effetti dare conto del rapporto tra corpo (affetti, sintomi) e parola (apparato psichico) è questione non da poco ,ma di questo si tratta in psicanalisi. Lacan definisce il corpo come luogo di godimento, il cui eccesso genera i sintomi. Tale asserzione misteriosa è oggi messa al lavoro con modalità di grande interesse. Freud nel 1938, anno della sua morte,era giunto a scrivere "la psiche è estesa,di ciò non sa nulla". Altra asserzione misteriosa epperciò interessante per noi.
Già a partire dal 1915 egli sistematizzò la questione dell'estensione della psiche nello spazio (il corpo?... )formulando la congettura dell'esistenza delle pulsioni: forze mitiche la cui natura è tra il somatico e lo psichico,che esercitano la loro spinta costante a partire dalle zone corporee di buco,le aperture in cui l'interno si continua nell'esterno, o viceversa stabilendo uno spazio unico (v.topologico: bottiglia di klein, cross cap). Esse sono inconsce, dai buchi del corpo si protendono verso l'esterno e con il loro organo che ha natura sessuale:la libido,investono come una colata lavica gli oggetti del mondo.
Ma qui cosa succede?
Sono le pulsioni, inconsce, a definire la natura del desiderio umano, che perdura all'infinito, ed è tale perché non trova l'oggetto che lo soddisferebbe. Freud trova che l'oggetto è perduto da sempre, Lacan aggiunge che per il parlessere è sempre d'altro che si tratta.
La pulsione investe libidicamente gli oggetti del mondo esterno, ne fa il giro intorno, e ritorna alla fonte organica a mani vuote. Essendo una forza costante riprende il suo giro intorno alla infinita serie degli oggetti di desiderio, sostituti immaginari dell'oggetto perduto, causa del desiderio, senza trovarvi alloggio. Esercita la sua azione che è di "ripetizione".
Con la pulsione ci troviamo nell'esperienza che tutti abbiamo vissuto, di "ripetizione del bisogno –di uno scacco-/e bisogno di ripetizione-di uno scacco-".
Questo è il suo core business, questa è la soddisfazione della pulsione.
Nella ripetizione la pulsione trova soddisfazione.
Paradossalmente è questo il momento in cui l'Io invece decide di rivolgersi a qualcuno, magari un analista, chiedendo aiuto.
E' pulsionale il "non posso non" (fare questo o quello, smettere di fare questo o quello..ecc..).
E si esercita a partire dal corpo. Vediamo un esempio che ci chiarisce la natura delle pulsioni:ho fame ,sono per questo in tensione; mangio.dopodichè il bisogno a livello organico è esaudito e subentra il piacere, cioè la riduzione dello stato di tensione. Ma se interviene massicciamente la pulsione orale che mi porta a investire libidicamente l'oggetto cibo, allora continuo a mangiare per il piacere delle mucose della bocca. Questo si produce in modo costante, non trova soddisfazione, lo stato che si ingenera è di godimento: eccesso di tensione psichica,sregolatore dell'economia soggettiva, sintomatico, mortifero, dice sempre Lacan. Trovate a livello degli altri buchi gli esempi che volete.
Ecco dove il corpo è psiche, dove l'inconscio si esercita inscrivendosi mediante sintomi,coaguli di godimento. Molti sintomi somatici sono costituiti da questi ingorghi di godimento.
Un'altra condizione può essere generatrice di sintomi nel soggetto,ed è quando l'io si incarica di rimuovere e mantenere nella rimozione la pulsione ritenuta dis-ordinata. Da quella condizione essa produce conseguenze,cacciata dalla porta,rientra dalla finestra. Pensando al Freud del Disagio della Civiltà,sono per esempio le situazioni di controllo sociale attraverso le opere di ingegneria sociale,quando le istituzioni pensano di controllare e incanalare le forze pulsionali dei singoli attraverso norme,regole regolamenti divieti. O eliminano luoghi di aggregazione spontanei e informali per ricrearle, messe in ordine dal contributo del tecnico o del politico/burocrate....il libero fluire delle pulsioni viene ingabbiato e ciò che ne deriva l'abbiamo sotto gli occhi. Alla crescente normatizzazione del vivere sociale rispondono gli atti di vandalismo e di disaffezione per il territorio... Altro esempio di rimozione della pulsione si ha nell'uso del linguaggio. Alle parole vive, che hanno una storia,che esprimono i pregiudizi di marca inconscia,si sostituiscono parole senza vita senza altra espressione che quella del Grande Regolatore Pulsionale Sociale: il politically correct.In questo modo si rimuovono i pregiudizi che non elaborati socialmente e trasformati magari nel più altro prodotto della civiltà umana, il comico, il motto di spirito, elementi di condivisione culturale, vanno a nutrire il razzismo, l'odio...
CHE FARE DELLE PULSIONI?

Dell'inconscio pulsionale,delle emozioni,degli affetti,del proprio fantasma insomma,non bisogna aver paura.Questo propone la psicanalisi.e lo pratica attraverso l'atto della presa di parola di ciascuno,secondo quelli che sono i suoi tempi.
L'ascolto analitico esercita una funzione regolatrice;le parole introducono la temporalità nella ripetizione senza tempo del mondo inconscio.I significati di metafora del sintomo vengono smontati e letti nel loro significati di messaggi diretti all'A/altro.la rimozione viene alleggerita,la possibilità di saperne di più su di che stoffa si è fatti,porta con sé una soddisfazione regolatrice rispetto allo strapotere caotico dell'ingorgo di godimento mortifero. Sebbene il nucleo reale del sintomo rimane inaccessibile,per Freud era sufficiente arrivare a sapere che "l'inconscio c'è e funziona".
Gli effetti sul corpo sono lampanti:mestruazioni che ritornano, sonno che ritorna, infertilità o impotenze psichiche che si riannodano alla soggettività, eventi traumatici che ritrovano la loro collocazione temporale perdendo la drammatica attualità, il superio che alleggerisce la sua presa sull'io del soggetto,lasciandolo anche nel corpo più libero di amare e lavorare... (Freud)

MATERIALI PER UNA SECONDA CONFERENZA

"IL CORPO E' AFFETTO"
Le parole come il corpo sono "affettate".Lavorando con la parte carnale delle parole si lavorano gli affetti.
Questo fatto "mi tocca, mi sono sentita toccata!tutto ciò è toccante!"
Dovremmo pensare più spesso alle verità contenute dalle parole.
Perché ci commuove una carezza? perchè ci chiude lo stomaco un'ingiustizia? Quali le parole per dirlo

IL TRANSFERT
E' il motore della cura e la più importante fonte delle resistenze alla cura. Investe il corpo dei due soggetti a tutti i livelli.

QUALE SODDISFAZIONE??

Emanuela Marangon
Modena 12-03-2014

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